MARCELLA DI LEVRANO
Marcella Di Levrano era una giovane donna italiana, vittima della Sacra Corona Unita (un'organizzazione criminale di tipo mafioso) uccisa nel 1990 a Mesagne (BR) a soli 26 anni. La sua storia è diventata un simbolo di coraggio e legalità. Era una ragazza solare e intelligente caduta nel tunnel della tossicodipendenza. Da questo momento inizia a frequentare giovani e ambizioni boss della sacra Corona Unita per procurarsi le dosi. La nascita di una figlia le ha dato la forza di cercare una vita migliore perché, rimasta incinta, riesce a recidere il legame con la droga e la criminalità. Ma poco dopo ripiomba nella spirale della dipendenza, fino a quando nel giugno 1987 decide di collaborare con la Giustizia, in particolare con la Squadra Mobile della Questura di Lecce, facendo nomi e cognomi dei boss del narcotraffico. Marcella è stata uccisa per punizione e per il timore che la sua testimonianza rendesse più forti le accuse nel maxiprocesso di Lecce. Scomparsa l'8 marzo 1990, il suo corpo è stato ritrovato il 5 aprile dello stesso anno, nascosto in un bosco tra le sterpaglie. La troveranno con il volto sfigurato, irriconoscibile. Secondo il "codice d’onore" della Sacra Corona Unita quella è la morte destinata ai traditori. Gli assassini di Marcella rimangono tuttora ignoti.





