La memoria dei semplici
LA MEMORIA DEI SEMPLICI
Fare memoria delle donne e degli uomini, delle ragazze e dei ragazzi, la cui vita è stata strappata da una mano violenta e criminale, o che, partendo da un contesto di sottomissione, hanno alzato la voce per far valere i propri diritti e quelli altrui, è un compito che ha un effetto rigenerativo della società, soprattutto se a farlo sono studentesse e studenti che hanno compreso che la storia, i volti, i nomi di queste persone sono un patrimonio condiviso della nostra intera nazione. Che la semplicità rifulga sempre nel nostro impegno quotidiano, nel suo significato più vero, virtù che rifiuta l’inganno e il doppiogiochismo, ma con franchezza combatte i mali del mondo sempre votata verso il bene, e mai verso il sopruso e la prevaricazione.
-Don Tonino Palmese
Presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania Prefazione -
Nei progetti che l’Istituto Comprensivo ha accolto in questi anni riguardo le tematiche della lotta alla mafia e l’educazione alla legalità, che negli anni hanno visto manifestazioni, incontri con protagonisti della Lotta alla Mafia come magistrati, testimoni delle attività di legalità nei nostri territori, giornalisti che hanno portato l’esperienza dei grandi processi per crimini di stampo mafioso, ci è parso significativo accoglie anche questa sfida e attività. Fa parte della teoria di attività grafiche, culturali, artistiche per sensibilizzare i ragazzi a questi valori fondamentali per il vivere comune. La scelta di stampare questo contributo ha segnato un lavoro di ricerca, consapevolezza, conoscenza di persone che sono rimaste vittime innocenti delle attività criminose. Questi personaggi sono stati scelti come testimoni di una azione delinquente che non solo colpisce chi si affilia alle loro attività illegali, chi è il nemico della cosca nemica, ma anche verso persone che per il loro ruolo, il loro vissuto semplice o il fatto di essere “nel posto sbagliato al momento sbagliato” sono divenute vittime innocenti. Segnando la riflessione dei ragazzi con la loro innocenza o il loro coraggio, hanno aiutato a riflettere come la criminalità si combatta non smettendo mai di tenere alta la guardia, non smettendo mai di parlarne e mantenendo viva la memoria di chi ha pagato con la vita. La mafia si vince solo smettendo di fare silenzio, smettendo di far finta che non esista.
Il lavoro svolto dai ragazzi, pur nella sua semplicità, sicuramente dimostra come le giovani generazioni non sono refrattarie al discorso della legalità, ma, anzi, se aiutati a comprendere, sanno mettersi in gioco e mostrarsi attenti e propositivi.





